Psicologia. Sesso e disabilità: si può fare!

A cura di Barbara Repossini, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa


disabili

“La salute sessuale è l’integrazione degli aspetti
somatici, affettivi, intellettuali e sociali
dell’essere sessuato, allo scopo di pervenire ad
un arricchimento della personalità umana e
della comunicazione dell’essere”.
(Organizzazione Mondiale della Sanità)

Questa definizione dell’OMS mi piace molto perché prende in considerazione tutti gli aspetti più importanti dell’essere umano in un’armonia che ci fa comprendere quanto sia importante, nel sesso, l’uomo e la sua storia di vita. Parlare di sesso spesso non è facile perché implica uno svelamento di noi e delle nostre parti più intime con la paura di andare incontro a giudizi e pregiudizi. Nel mondo della disabilità questo argomento suscita molto disagio e spesso mette in crisi sia la persona disabile che la famiglia, per tutta una serie di risvolti sia emotivi che pratici che questo si porta con sé.

Sessualità e immagine che la persona ha di se stessa

Diversamente dal passato, i bisogni e i desideri sessuali di una persona disabile non possono più essere negati né ignorati ma vanno presi in considerazione e vanno trattati con tanta discrezione e rispetto ma anche con tanta concretezza circa le difficoltà che, se conosciute e affrontate, possono aiutare a gestire la propria sessualità in modo assolutamente positivo. La sessualità non è qualcosa di statico che rimane uguale tutta la vita; essa si modifica con l’andare del tempo e con l’avanzare dell’età, come tutto il resto nella vita di una persona; è influenzata da tanti fattori che fanno parte del carattere della persona, dai vissuti e dall’educazione all’interno della famiglia, dal contesto sociale e culturale in cui si è inseriti. Molto ha a che fare, inoltre, con l’immagine che un individuo ha di sé, e che, per una persona disabile rappresenta un aspetto non facile da affrontare perché ci si trova innanzi a una ferita che non è solo organica ma che spesso riguarda anche il sé e la propria autostima.

Il corpo per sperimentare emozioni positive

Questa immagine viene molto influenzata dai familiari che spesso vedono il figlio disabile come un eterno bambino, un Peter Pan da tenersi stretto e da non far crescere, almeno dal punto di vista della indipendenza e dei bisogni sessuali. Ma la pulsione sessuale nasce in tutti, disabili e non… la ricerca della sessualità fa parte della ricerca di un benessere personale attraverso uno scambio reciproco di coccole, amore, carezze, sensazioni che esulano da un aspetto puramente genitale perché la sessualità è un mondo di emozioni e non di genitali. Il corpo, nel sesso, deve essere il luogo in cui sperimentare sensazioni ed emozioni positive; diventa difficile farlo quando si considera il proprio corpo come diverso e sede di funzioni alterate. È importante, quindi, valutare tutte quelle componenti non solo affettive ma anche corporee che possono riflettere difficoltà e disagi.

Le difficoltà legate al sesso e gli stereotipi

Spesso la disabilità porta con sé un deficit delle funzioni genitali; per questo è fondamentale scoprire quanto possono essere piacevoli e gratificanti altri metodi di piacere che riguardano la scoperta, da fare insieme al partner e con la sua complicità, di moltissime altre parti del corpo che possono dare sensazioni fortissime e altrettanto piacevoli di quelle genitali. Le difficoltà legate al sesso vengono vissute in maniera diversa a seconda che si parli di uomini o donne. Per gli uomini il problema maggiore è legato alla difficoltà o assenza dell’erezione e, di conseguenza, di non poter soddisfare la propria partner. Nelle donne desta preoccupazione la paura di non essere attraenti e di non riuscire a destare interesse nell’uomo; questo è maggiormente vero nel momento in cui gli stereotipi che ci vengono proposti sono di donne perfette o che attraverso modificazioni chirurgiche lo diventano, perché sembra inaccettabile la convivenza con i propri difetti. Questa vuole solo essere una piccola introduzione al mondo della sessualità. Tratteremo tutti gli argomenti citati (zone erogene, emozioni, differenze maschili e femminili, il corpo e tanti altri) nei prossimi articoli che spero saranno arricchiti dalle vostre proposte. Ricordiamoci sempre che tutti siamo individui singoli, che nessuno è uguale a noi, che le emozioni che proviamo, i gesti che compiamo, sono espressione di unicità. Le persone diverse non sono diverse in quanto disabili ma in quanto persone.

Barbara Repossini

www.barbararepossinipsicologa.com

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