Fine vita, "Scelta alle persone"

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Una proposta per la questione cosiddetta di 'Fine vita'; in particolare per quelle situazioni nelle quali una persona non è più in grado di comunicare le decisioni che la riguardano e si pone il dubbio se interrompere o meno le funzioni vitali garantite artificialmente; ma che potrebbe, se estesa, essere utilizzata anche per altri casi. Si parte dal presupposto della libertà di scelta personale, intesa nella sua duplice sfaccettatura: - libertà di ogni persona di decidere per la propria vita; - libertà di ogni persona di decidere di non voler interrompere una vita, seppur flebile. Le due scelte, spesso contrastanti, potrebbero essere superate con la seguente soluzione tecnica: nella Carta Nazionale dei Servizi è inserito un microchip; sarebbe sufficiente che all'interno si ricavasse un piccolissimo spazio di memoria nel quale ognuno di noi potesse attivare o meno una flag, personalmente o attraverso il medico di fiducia e modificabile in ogni momento. Un'operazione attuabile attraverso un comune lettore di carte.

Fine vita e responsabilità

In questo modo ogni persona avrebbe la possibilità di esprimere la propria volontà riguardo alla decisione da assumere nella malaugurata ipotesi che si venisse a trovare nell'impossibilità di comunicarla personalmente o di agire personalmente.Flag positiva: si interrompe qualsiasi trattamento che tiene in vita; flag negativa: si continuano i trattamenti. Ciò solleverebbe altre persone dalla responsabilità di interrompere una vita, quindi verrebbe superato il problema dei medici obbiettori di coscienza: infatti, qualora una persona si trovasse nella condizione di dipendere in tutto e per tutto dalle macchine, sarebbe sufficiente inserire la CNS nel computer che quelle macchine controlla (sempre attraverso un comunissimo lettore di carte); il computer andrebbe a leggere il valore della flag e, in automatico, attiverebbe i meccanismi atti a interrompere i trattamenti o a continuarli, sotto l'unica responsabilità della persona stessa. Eventualmente si potrebbe estendere il funzionamento anche per altri casi di interruzione volontaria della propria vita.

Pierluca Oldani, sindaco di Casorezzo (Mi)

Va detto che la norma sul fine vita è già entrata in vigore. Le persone possono consegnare ai comuni dotati di registro, firmando in Comune o davanti a un notaio, le decisioni in merito ai possibili trattamenti sanitari futuri. Una copia andrà data a una persona di fiducia, che si occuperà di far rispettare le volontà del malato o di vigilare affinché siano rispettate, qualora il malato non possa più esprimere le sue volontà. Nel testamento biologico sarà possibile scegliere 'anticipatamente' se in futuro la persona vuole o meno sottoporse a trattamenti sanitari o a terapie, con la possibilità di descrivere nel dettaglio cosa si vuole e cosa non si vuole. Ogni decisone potrà sempre essere cambiata: il cambio di scelta dovrà essere ovviamente annonato nel fascicolo elettronico e nella cartella clinica. I medici potranno rifiutarsi di assecondare le disposizioni ma al malato spetta l'ultima parola e di conseguenza l'ospedale dovrà necessariamente trovare un altro medico disposto ad assecondare il rifiuto di eventuali trattamenti. In questo senso, la proposta di rendere il tutto automatico potrebbe essere una soluzione.


Sara Riboldi

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