Viaggio nella Napoli sotterranea

Napoli sottorranea

Forse non tutti conoscono un altro volto di Napoli: quello sotterraneo, a circa 40 metri di profondità. Io stessa, quando grazie a un volantino ho scoperto la Napoli sotterranea, non mi sarei mai aspettata un percorso così suggestivo e che resta davvero nel cuore. Il percorso nelle viscere della città è in pieno centro storico, in piazza San Gaetano. L’ho visitata anni fa, per cui consiglio a chi volesse visitarla di aggiornarsi sul percorso. Io qui vorrei limitarmi soltanto a cercare di far capire - almeno in parte – la bellezza di questo luogo, a partire dalla scalinata realizzata durante la Guerra. Quando si cammina nei cunicoli, alcuni anche molto stretti, sembra proprio di essere i protagonisti del film ‘Viaggio al centro della Terra’. In alcuni punti dei tunnel si deve passare di fianco, con spalle e addome rivolti al muro. In vari tratti si riesce persino a toccare il tetto. L’emozione è stata tanta. Spettacolo suggestivo è l’acquedotto greco romano. Ci si arriva attraverso un tunnel privo di illuminazione. L’unica luce è quella di una candela.  Vedere le antiche cisterne piene d’acqua, enormi, è indescrivibile. Si rimane a bocca aperta. Di particolare rilievo è il Museo della Guerra: nelle viscere napoletane sono infatti conservarti – grazie all’intervento di volontari che hanno ripulito la zona - antichi cimeli testimoni dei grandi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Questi erano infatti i luoghi in cui le persone si rifugiavano. Spesso le persone portavano nel sottosuolo gli oggetti che erano riusciti a salvare dai bombardamenti. Ma qui ci si incontrava, ci si rifugiava, si pregava; addirittura c’erano spazi adibiti alla cucina o una stanza dedicata a giovani sposi che nel sottosuolo speravano nella fine del conflitto bellico. Una vita parallela, nel disperato tentativo di ritrovare la quotidianità rubata dalla Guerra. Immedesimarsi in queste persone che cercavano di vivere nonostante tutto è stato commovente. Tornati in superficie, si rimane affascinati dalle fondamenta del teatro greco romano. Vi si accede attraverso una botola presente in un una stanza di un vecchio appartamento, in quelle che erano state le quinte dove Nerone era pronto per andare in scena. Molti palazzi presenti in quello che era il teatro sono stati riadattati sulla base del teatro stesso, conservando dunque il fascino. Spostando un letto, ecco comparire la botola, attraverso la quale si arriva a scoprire un altro volto del teatro romano: una sorta di percorso sotterraneo nel teatro stesso. Entrando e uscendo dai palazzi si riescono così a vedere i resti del teatro, in tutte le sue parti, ricostruendo come in un  mosaico pezzi preziosi di storia.

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Sara Riboldi

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