Il teatro dell’Antica Grecia, la modernità nel passato

Teatro di Epidauro

Anche quando si parla di ‘svago’ è interessante fare una piccola incursione nel passato. Salendo a bordo di una macchina del tempo virtuale, proviamo a curiosare nel teatro dell’Antica Grecia. Intanto, bisogna sottolineare come nell’Antica Grecia le rappresentazioni teatrali fossero legate al ciclo delle celebrazioni liturgiche. Se oggi il teatro è legato alla programmazione, nell’Antica Grecia il significato era molto più ampio. Ad Atene, in particolare erano tre le festività in cui si mettevano in scena opere teatrali: le Piccole Dionise (celebrate da metà dicembre a metà gennaio, facendo riferimento al nostro calendario), le Lenee in onore di Dioniso Leneo (dalla metà di gennaio alla metà di febbraio) e le Grandi Dionise (da metà a marzo a metà aprile). Tutte feste, dunque, in onore di Dioniso, dio della fertilità e, dunque, anche quella dei campi, fondamentale in una società prevalentemente agricola. I concorsi drammatici erano inseriti in un insieme di manifestazioni che comprendevano gare di danza, musica e poesia. Gli agoni drammatici prevedevano vere e proprie gare di poeti tragici e comici. I concorsi teatrali duravano tre giorni e da Aristofane sappiamo che la mattinata era dedicata alle tragedie e il pomeriggio alle commedie. Le spese per allestire gli spettacoli gravavano sul bilancio della polis, che provvedeva a pagare gli attori e gli autori. Inoltre, supportava il costo dell’ingresso a teatro con due oboli per ogni giorno di spettacolo erogati a cittadino povero che andava a teatro, anche come indennizzo per le ore lavorative che avrebbe perduto. Cosa singolare, che ai nostri giorni non è concretizzabile. Questo fa capire l’importanza che aveva il teatro per gli antichi Greci.

La satira della Commedia dell’Antica Grecia

Parlando della commedia, sarebbero tante le questioni da scrivere. Ne farò qui una breve introduzione, riservandomi di approfondire ne tempo. È singolare come nelle commedie dell’Antica Grecia prevalesse la dimensione ludica del dionismo. La più assoluta libertà di parola caratterizzava la commedia soprattutto nella sua fase più antica. Questo significava la libertà di sbeffeggiare tutto e tutti, déi, istituzioni, personaggi pubblici, ideologie, frustrazioni dell’uomo medio e le manie di grandezza dei personaggi più importanti. C’era, insomma, una satira pungente, che aveva l’obiettivo di suscitare nello spettatore il riso, con una funzione liberatoria. La commedia greca osservava la realtà e rideva di essa. Soprattutto nella fase più antica, la politica era spesso protagonista. La satira politica era, per esempio, fondamentale in Aristofane. Del grande commediografo parleremo in un altro articolo. Viene però da sottolineare come la satira che si respirava nell’Antica Grecia e la libertà di parola contrasta decisamente con la situazione di oggi. Oggi, purtroppo, spesso non solo la satira ma tutto il lavoro di alcune categorie professionali, che siano attori o giornalisti, rischia di essere minato da querele spesso pretestuose. Chissà cosa ne avrebbero pensato Aristofane?


Sara Riboldi