Calano i lettori, i dati Istat

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Libri, calano i lettori. È questo il quadro tracciato da Istat in merito alla produzione e alla lettura di libri in Italia. I dati sono stati resi noti alla fine di dicembre 2017 e riguardano il 2016. Secondo il report, i lettori sono passati dal 42% della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5% nel 2016. Si tratta di circa 23 milioni di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali.

Leggono di pi` le donne e i laureati over 65

La popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 33,5% dei uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell’anno 2016. La flessione ha interessato in modo particolare i giovani. La quota di lettori tra i 15 e i 17 anni è diminuita dal 53,9% del 2015 al 47,1% del 2016. Anche tra i 20 e i 24 anni si passa dal 48,9% di lettori al 44,7%. Leggono di più i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%) rispetto a tutte le altre classi di età. È necessaria, dunque, un’inversione di tendenza. La diffusione dei lettori risente in misura significativa del livello di istruzione: legge il 73,6% dei laureati ma solo il 48,9% fra chi ha conseguito al massimo un diploma superiore, per ridursi al 23,9% di chi ha conseguito la licenza elementare. Una curiosità: i laureati over 65 leggono di più rispetto ai laureati più giovani (76,4% contro 71,1% dei laureati tra i 25 e i 44 anni). “Ciò potrebbe essere dovuto – si spiega nel report - sia a una maggiore disponibilità di tempo da dedicare alla lettura, per i più anziani, sia a una ‘sostituzione’ della lettura con nuove forme di intrattenimento come l’uso dei nuovi media, fattore che coinvolge di più le nuove generazioni”. Restano ancora i divari territoriali: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud (27,5%) mentre in quelle del Nord-Est si raggiunge la percentuale più elevata (48,7%). Le abitudini della famiglia hanno un impatto significativo: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri.

Nel 2016 una famiglia su dieci nno ha libri in casa

Nel 2016 circa una famiglia su dieci non ha alcun libro in casa, dato ormai costante da quasi un ventennio. Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli. “Sembra più evidente il legame tra l’abitudine alla lettura e altre forme di partecipazione culturale – si legge nel report - Suddividendo la popolazione tra lettori e non lettori emerge che ben il 68,9% dei primi si è recato al cinema rispetto al 41,7% dei non lettori; il 34,7% dei lettori ha visto almeno uno spettacolo teatrale nell’anno rispetto al 10,2% di coloro che non leggono, così come la frequentazione di musei o mostre che è praticata dal 54,1% del primo gruppo rispetto al 15,8% del secondo. La lettura varia anche in funzione della valutazione delle risorse economiche di cui può disporre la famiglia. La condizione economica delle famiglie di non lettori risulta relativamente peggiore rispetto a quelle dei lettori: nel 2016 il 45,0% dei non lettori considera ‘scarse o insufficienti’ le risorse a disposizione della propria famiglia rispetto al 30,9% dei lettori mentre le considera ottime o adeguate il 54,1% di coloro che non leggono e il 68,5% di chi legge abitualmente”. Nel 2016, circa 4,2 milioni di persone hanno letto e-book (7,3% della popolazione di 6 anni e più). Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato libri on-line il numero sale a 6,3 milioni ossia l’11,1% della popolazione di 6 anni e più, in crescita rispetto all’8,2% del 2015. Il digitale, insomma, se utilizzato nella maniera corretta può essere una risorsa. Quello che diviene fondamentale però è promuovere sempre di più un’educazione alla lettura, soprattutto fra le nuove generazioni.

Report lettura Istat

Report Istat dal sito Istat


Sara Riboldi