Gli esperimenti con le parole di Aldo Palazzeschi

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Gli esperimenti possono anche riguardare i giochi con le parole. In campo letterario, non si può in questo senso che ricordare il poeta Aldo Palazzeschi (Firenze, 1885 – Roma, 1974). Palazzeschi è estroso e giocoso, rendendo quasi inafferrabili i rapporti tra le cose. Proviamo a pensare a un utilizzo della parola completamente libero, senza pensare alla grammatica, alle frasi, dimenticando persino il senso logico. Proviamo anche a scordare il significato delle parole, a inventarne di nuovi, ad accostare lettere in base al suono più che al reale significato. Cosa succederebbe? Palazzeschi con le parole ci ha giocato tante volte, facendo spesso sorridere gli studenti che leggono le sue composizioni. Divertimento puro ma spesso si coglie nell’autore anche un mordente senso critico della società. Per farsi un’idea basta leggere ‘Visita da protocollo’:

Alamdamaramalamandamalà.

Madama.

Ciribiribiciribiribiciribiribi.

Eremsemdereremendereremè.

Messere

(…)

Pomodoro

(…)

Ciribiribiciribiribiciribiribi.

Una visita di protocollo quella descritta da Palazzeschi e tradotta in modo originale e ironico. In sostanza è un incontro dove le persone non hanno niente da dirsi, non hanno una comunicazione autentica. Di conseguenza, i discorsi sono suoni senza significato.

Palazzeschi (RaiTeche)


Sara Riboldi