La parabola di Sesto San Giovanni

Quando si parla di lavoro, è sempre interessante andare a sbriciare nel passato in modo da capire il presente. L'appuntamento con un pezzo di storia sarà fisso sulla pagina dedicata al lavoro. Per iniziare è interessante parlare di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Sesto San Giovanni ha conosciuto un intenso sviluppo industriale, soprattutto tra Ottocento e Novecento.

Le industrie di Sesto

Fondazione ISEC, Archivio storico Breda

Fondazione ISEC, Archivio storico Breda

Non si possono che menzionare la Breda, la Magneti Marelli e le acciaierie Falck. La prima inizia a smembrarsi dagli Ottanta e oggi è occupata da aziende e distretti commerciali oltre che da nuovi insediamenti dell'Università Bicocca ed al Parco Archeologico Industriale. Anche la Magneti Marelli oggi è sede di centri direzionali di varie aziende e di una sede dell'Università degli Studi di Milano. Ad analizzare la parabola industriale di Sesto San Giovanni fra gli altri è stata Sara Zanisi, responsabile della comunicazione della Fondazione ISEC (istituto per la Storia dell'Età Contempoaranea) e fra le autricid el documentario prodotto nel 2015 da ISEC, Università degli studi di Milano e Associazione A Voce, dal titolo 'Il polline e la ruggine. Memoria, lavoro, deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985-2015)'. Per leggere la sua intervista e per aavere un quadro completo delle aree industriali riconvertite in altri spazi su Milano e dintorni rimandiamo al reportage scritto per 'Senza Filtro', testata che si occupa di tematiche lavorative ( Reportage sulla Milano industriale).

Le fasi

Grazie al materiale fornito dalla Fondazione e alle chiare spiegazioni di Sara Zanisi, abbiamo tracciato un quadro storico interessante: Sesto San Giovanni si trasforma da borgo rurale a polo industriale. Il momento di picco è tra le due Guerre: le fabbriche diventano belliche, la produzione e l'occupazione aumentano. Tuttavia, già dopo la Seconda Guerra Mondiale inizia il processo di dismissione. Nel 1951 chiude la Breda sezione aeronautica, negli anni Settanta chiude la Osva, negli anni Ottanta viene dismessa la Marelli e negli anni Novanta la Falck. Dagli anni Settanta, anche per via della crisi del petrolio, fino alla metà degli anni Novanta l'occupazione si contrare in modo continuo. Non aiuta la caduta del Muro e l'apertura dei mercati dell'Est. I dati forniti dalla ricerca 'Laboratorio industria', realizzata nel 2015 da ISEC e dall’Università degli studi di Milano con il contributo della Regione Lombardia, mettono in evidenza il trend occupazionale a Sesto San Giovanni nei vari settori industriali (fonte Ires 2003): se nel settore manifatturiero nel 1981 la percentuale di occupati è pari al 59,1%, nel 1991 nel medesimo settore la percentuale è pari al 46,4%. Aumenta invece il settore delle costruzioni (passando da una percentuale di occupati pari al 4,2% nel 1981 al 6,25% nel 1991) e il terziario (passando dal 36,35% al 47,2%). Il passaggio dall’industrializzazione al settore terziario è netto e rispecchia le trasformazioni nelle altre zone milanesi. Insomma, Sesto San Giovanni è una sorta di piccolo laboratorio in cui si colgono le grandi trasformazioni.


Sara Riboldi

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