Accam, petizione di oltre 700 firme

petizione

Magnago - Accam, la petizione lanciata su Change.org dal consigliere grillino Emanuele Brunini indirizzata fra gli altri a Sergio Costa e Regione Lombardia, petizione che chiede la chiusura immediata dell'inceneritore di Busto Arsizio, ha superato le 700 firme. Intanto, il grillino replica duramente alla posizione dell'amministrazione di Magnago sull'inceneritore.

La petizione

Il testo della petizione racchiude una posizione comune alla maggior parte dei cittadini del territorio: "L'inceneritore Accam è in vita da troppi anni e da troppi anni si ripete che è ormai ampiamente superato, deve essere dismesso rapidamente. Non ha più ragione di esistere anche alla luce della sovracapacità di incenerimento della nostra Regione: la Lombardia importa rifiuti perchè ha troppa capacità d’incenerimento. Siamo al paradosso che mancano rifiuti da bruciare perché fortunatamente in Lombardia la differenziata sta funzionando brillantemente. Accam è sacrificabile immediatamente e la sua chiusura migliorerà le condizioni ambientali di Varese e Provincia e della Lombardia, tra le regioni più inquinate d’Europa". L'appello affinché la popolazione si faccia sentire pare stia dando i suoi frutti, a giudicare dalle firme.


La posizione dell'amministrazione di Magnago

Intanto la posizione dell'amministrazione di Magnago è netta. Il sindaco, Carla Picco, l'ha più volte ribadita, anche durante un'intervista rilasciata a 'Malpensa 24'. Il Consiglio comunale di Magnago ha dato mandato per spegnere Accam entro il 2021. Tuttavia, l'amministrazione di Magnago ritiene utile non chiudere la società, ritenuta una potenziale risorsa. L'idea sarebbe di realizzare una società integrata, che si occupi di raccolta e smaltimento rifiuti e che si specializzi nel ricavare materiali da riciclare. Una fabbrica di materiali, insomma, affiancata all'utilizzo dellorganico per la produzione di biometano. Non solo. Il sindaco Picco, nell'intervista, propone anche di creare un Ambito Territoriale Omogeneo del rifiuto e che la società resti in mani pubbliche.

La replica di Emanuele Brunini

Dura la posizione del consigliere grillino di Magnago, Emanuele Brunini: "Le recenti parole del sindaco Picco che fanno di nuovo riferimento alla fabbrica dei materiali e della produzione di biometano costituiscono una vera e propria mistificazione della realtà, un'incapacità nel comprendere che la società Accam non ha più ragione di esistere. Il famoso scenario B (smantellamento delle attuali linee di incenerimento con l'aggiunta di un impianto di selezione rifiuti - fabbrica dei materiali - e impianto di compostaggio) è la soluzione proposta nel lontano 2014 quando la situazione dei rifiuti in Lombardia e della stessa Accam era ben diversa; una soluzione nata da un contesto ben differente da quello attuale. Basti pensare che in Lombardia gli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) sono cresciuti di 1 unità con l'apertura nel 2016 dell'impianto a Sondrio. E la stessa considerazione vale per gli impianti di compostaggio e di digestione anaerobica, il cui numero è aumentato in modo vertiginoso grazie agli importanti guadagni che permettono; lo scenario B prevede appunto un impianto di questo tipo associato al TMB, in quanto solo la fabbrica dei materiali avrebbe avuto problemi di sostenibilità economica. E proprio un impianto di questo tipo sorgerà a pochi km da Bienate, nel territorio del comune di Legnano. Quindi? Che si vuole fare? Due impianti di trattamento forse, nel giro di pochi km?".

Brunini: "Abbiamo bisogno di respirare!"

Continua la replicia di Emanuele Brunini, che prosegue: "Mi pare un vera follia. Non sta proprio in piedi questa soluzione che comunque rimane piena di incertezze, come conferma il 'documento di prospettazione nuovo piano industriale' del settembre 2018, che identifica tra le principali minacce la 'mancanza di governare le tariffe di cessione delle materie prime selezionate'. E le difficoltà si sono ovviamente potenziate visto la decisione di Pechino annunciata 18 luglio 2017 di non accettare più l'importazione di 24 tipi di rifiuti, anche la stessa plastica. La fabbrica dei materiali è dunque in tal senso una vera e propria scommessa che andava giustamente intrapresa qualche anno fa; ora non è più il tempo. In questi anni gli stessi cittadini di Magnago e Bienate hanno assistito ormai a tutto: studio epidemiologico che, seppure discutibile, ha certificato l'inceneritore come responsabile di 20 ricoveri l'anno per patologie cardiovascolari; guasti, come quello verificatosi il 15.03.2018 in cui si è verificata una elevata emissione di polveri (e di altri contaminanti che 'normalmente vi sono inglobati) che la stessa Arpa ha definito come allarmante; smaltimento ecoballe di Napoli; arresti di una gran parte del CDA; proroghe senza alcuna prospettiva di piano industriale e per la salvaguardia dei lavoratori. Il tempo è finito. Abbiamo bisogno di respirare, abbiamo bisogno che nessuna attività ad alto o basso impatto ambientale sia presente in quella zona, abbiamo bisogno che l'aria di Magnago non sia più inquinata dalle emissioni della massa di camion che regolarmente arrivano e passano da Magnago e Bienate"

Petizione su Change.org



Sara Riboldi

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