Scuola digitale Vs scuola tradizionale

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In Italia c’è un netto miglioramento per quanto riguarda l’innovazione e la digitalizzazione scolastica, ma il gap da colmare è di 20 anni. Oggi la società è sempre più digitale. Siamo immersi nell’era dei nativi digitali, espressione coniata dallo scrittore statunitense Mark Prensky per indicare i bambini che nascono e crescono in un mondo dove Internet è sempre presente, in casa e fuori. L’idea di Prensky, che ha fatto discutere molti studiosi anche in Italia, è di  modificare l’approccio di insegnamento affinché i bambini di oggi siano motivati ad apprendere attraverso l’uso delle tecnologie digitali. In questo contesto, appare chiaro come il modello tradizionale della scuola italiana vada sostituito o almeno integrato con nuovi modelli didattici che usino la tecnologia.

La tecnologia a scuola

Il setting di una scuola digitale è ben delineato nel Piano Nazionale per la Scuola Digitale: fibra ottica, cablaggio interno di tutti gli spazi delle scuole, banda larga o ultra larga in modo da avere una connessione veloce, un sistema di videoproiezione possibilmente interattivo, devices in classe da far usare a piccoli gruppi, ambienti scolastici predisposti per l’uso delle tecnologie digitali, una didattica che privilegi i laboratori e il lavoro di gruppo, il potenziamento delle competenze digitali degli alunni nonché un profilo digitale per ogni studente e ciascun docente, oltre alla formazione dei docenti. Le scuole però spesso prediligono il modello tradizionale, anche a causa del ritardo accumulato su questo tema: i banchi disposti per file, i bambini che vanno a scuola con zaini pesantissimi e pieni di libri, la didattica frontale, lo studio individuale e le comunicazioni scuola famiglia che ancora spesso avvengono tramite diario. Sebbene si siano diffuse le pagelle elettroniche in sostituzione delle cartacee e la strada sembri essere sempre più tracciata in direzione del digitale, il modello tradizionale è ancora molto presente. Un piccolo paradosso: se la scuola è ancora spesso tradizionale, i genitori fanno largo uso dei social per comunicare fra di loro in merito alle vicende scolastiche.

Sara Riboldi